News 2013

27 Ottobre 2013

Sono stati numerosi e lusinghieri gli apprezzamenti pervenuti da tutta Italia all’ufficio stampa dell’artista Mimmo Centonze da parte di prestigiose personalità del mondo dell’arte e della cultura tra cui critici e storici dell’arte, giornalisti e collezionisti d’arte che hanno voluto complimentarsi con l’artista per la grande mostra “Capannoni nel capannone”, appena inaugurata a Matera.

Atteso anche Vittorio Sgarbi, che ha saltato il vernissage di Centonze per essere a Burgos in Spagna per l’inaugurazione de “Il Giardino segreto”, la mostra della sua celebre collezione privata di dipinti e sculture dal XIII agli inizi del XX secolo.

È proprio di queste ore infatti la notizia che anche il noto critico d’arte, insieme all’amico e grande gallerista Emilio Mazzoli, visiterà la mostra di Centonze durante questo fine settimana. E nell’occasione Sgarbi e Mazzoli si uniranno a Mimmo Centonze per dare vita ad un convegno sull’arte contemporanea ed il collezionismo, che si terrà a Matera sabato 2 novembre 2013 alle ore 18:00, proprio all’interno del Laboratorio di Restauro che ospita la mostra dell’artista. Un’occasione unica nella quale un critico, un gallerista ed un’artista racconteranno la propria passione per l’arte ed il collezionismo, completamente circondati dalle opere d’arte esposte nella mostra “Capannoni nel capannone”. Il primo di una serie di eventi collaterali che saranno presentati nello straordinario spazio che accoglie la mostra di Centonze.

Un grande entusiasmo ha colto di sorpresa il pubblico presente all’inaugurazione della mostra di Mimmo Centonze quando, al taglio del nastro, ha potuto finalmente apprezzare il sorprendente allestimento delle grandi opere esposte nell’imponente spazio del Laboratorio di Restauro della Soprintendenza, che accoglie perfettamente le opere dell’artista. Un immenso capannone di 1000 metri quadri, una sorta di cattedrale post-industriale a tre navate, nel quale i capannoni di Centonze sono calati dal soffitto come delle grandi quinte teatrali che sembrano scendere e risalire per mezzo di funi di acciaio ancorate al pavimento. L’allestimento delle circa 60 opere (delle più di 70 opere in totale considerando quelle esposte nell’altra sede della mostra, in una sala del Museo di Palazzo Lanfranchi) è posto su più binari visivi e fa sì che il visitatore della mostra sia rapito da un affascinante rincorrersi del fronte e del retro delle opere, sospese nello spazio del capannone in un disarmante e sincero svelarsi dei supporti sui quali sono state dipinte: tela, tavola e ferro.

Mimmo Centonze ha dichiarato: “Sono il primo ad essere rimasto stupefatto da questa mostra. Non credevo si realizzasse davvero in quanto, a tre settimane dall’inaugurazione, il grande capannone del Laboratorio di Restauro della Soprintendenza sembrava proprio uno dei miei capannoni: pieno di oggetti abbandonati, fotocopiatrici rotte e vecchi armadi dissestati. Ma poi il miracolo. Il Soprintendente Marta Ragozzino, insieme all’efficientissima squadra di lavoro della Soprintendenza, mette in moto un potente meccanismo inarrestabile che infine riesce a compiere il tutto. Lo dico sinceramente: sono sbalordito. E sono andato anche oltre, per ovvie ragioni inevitabilmente legate alla mia città, le esperienze fatte finora: questa idea di esporre i miei dipinti sui capannoni in un capannone reale, a pochi passi di distanza dal mio studio dove sono nate queste opere, è stata un’esperienza unica e forse irripetibile”.

L’artista ha aggiunto: “Se guardi un dipinto sui capannoni, attraversi con la mente il percorso che ti porta verso la luce. In fondo vedi la luce ma nel frattempo devi scontrarti con il ferro vecchio abbandonato, forse tagliente e difficile da evitare, mentre cerchi di raggiungere la luce. Però alla fine c’è questa luce che cerca di attrarti a sè, che ognuno identifica in qualcosa: il divino, un affetto o un amore nella propria vita. Ognuno ha la sua luce che lo attira fuori da questo capannone ideale che si crea nella propria mente”.

Marta Ragozzino – curatrice della mostra – ha detto: “Mimmo Centonze passa da una composizione scura a lavorare sulla luce…con cromie straordinarie che si accendono anche di toni assolutamente inconsueti. I Capannoni si incendiano di luci diverse. In fondo ci sono sempre una o più porte aperte sulla luce. Una luce che entra dentro a questi quadri, li apre e li illumina. Io credo che questa luce sia una speranza molto forte. Per lui forse qualcosa di spirituale. Io non lo so, ma certamente questa luce l’abbiamo portata dentro questo nostra grande capannone. E ci ha illuminati tutti”.


6 Agosto 2013

“PREMIO HERACLEA 2013”

I VIDEO DELLA PREMIAZIONE

DI MIMMO CENTONZE

 

Grande successo di pubblico per l’artista Mimmo Centonze che il 3 agosto 2013 a Policoro ha ricevuto il “Premio Heraclea 2013”, riconoscimento che gli è stato attribuito “per l’alto spessore raggiunto nelle arti figurative esponendo le proprie opere in mostre personali di assoluto livello con sempre maggiori consensi di esperti e critici d’arte”.


11 Luglio 2013

 

IL “NICOLINI” DI CENTONZE

AL MAXXI CON ACHILLE BONITO OLIVA

Renato! Renato! Renato! Nicolini e l’Estate Romana“. A un anno dalla sua scomparsa, il MAXXI Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo rende omaggio a Renato Nicolini e alla sua Estate Romana, una grande manifestazione culturale d’avanguardia e di massa, una stagione di arte, cinema, musica, poesia e teatro che concluse gli anni Settanta e aprì gli Ottanta facendo della Capitale “una città che, almeno un poco, era la casa di tutti”.Rievocando quell’atmosfera che trasformò la città in un teatro a cielo aperto, la Piazza del MAXXI diventa un palcoscenico per le testimonianze di quanti collaborarono a quell'”effimero lungo nove anni”, tra i quali il critico d’arte Achille Bonito Oliva che nel 1979 curò l’installazione-evento di Mambor “Allevamenti di campi da football” in via Sabotino. Grazie anche a rari filmati d’archivio si racconterà la figura di Renato Nicolini e quel suo “modo allegro e gioioso” di liberare la città di Roma.

Mimmo Centonze - Ritratto di Renato Nicolini 2013 - Olio e alchidico su tavola - 20,5x30 cm
Ritratto di Renato Nicolini 2013 – Olio e alchidico su tavola – 20,5×30 cm

Inoltre a partire dalle ore 21:00 sulla Piazza del MAXXI verrà proiettato il “Ritratto di Renato Nicolini” di Mimmo Centonze, l’opera realizzata dall’artista in occasione della mostra “L’Estate Romana di Renato Nicolini” inaugurata lo scorso giugno e in programma fino al 26 luglio. Il curatore della mostra, l’architetto Ruggero Lenci, introdurrà altre immagini della mostra.

Con questa iniziativa – dice Giovanna Melandri Presidente Fondazione MAXXI – la Piazza del MAXXI conferma la sua vocazione di spazio pubblico, aperto alla città, dove installazioni di arte e di architettura convivono con il quotidiano di bambini che giocano, studenti in bicicletta e signore che si godono il fresco. In assoluta sintonia e continuità con la Roma di Renato Nicolini”.

Maxxi_foto del museo“Non solo omaggio, ma un’occasione per riflettere oggi sui significati dei luoghi urbani e dei consumi culturali – dice Margherita Guccione, Direttore MAXXI Architettura. Con questo spirito il MAXXI ho voluto ricordare l’Estate Romana di Renato Nicolini offrendo al pubblico una serata di talk, filmati, reading di poesia, proiezioni che si avvicenderanno nella piazza del Museo senza soluzione di continuità”.maxxi_logo_grande

Tanti i protagonisti della serata che con Nicolini hanno condiviso progetti, passioni, entusiasmo e sogni e, soprattutto un nuovo modo di vivere la città, luogo dell’immaginario e della vita sociale, diventato ben presto un modello internazionale.

La serie di eventi della serata avrà inizio alle ore 19:00 nella Piazza del MAXXI, da via Guido Reni 4/A. L’ingresso è libero.


1 Luglio 2013

CENTONZE ALLA MILANESINANA 2013

TRA PREMI NOBEL E PULITZER

Un cartellone stellare per la quattordicesima edizione della Milanesiana, dedicata quest’anno al”Segreto“, con 160 ospiti internazionali tra arte, cinema e scienza. Tre Premi Nobel, un Pulitzer, una medaglia Fields. Cinque Premi Strega, cinque Campiello e un Leone d’Oro. Bastano i riconoscimenti ricevuti da alcuni degli ospiti per dare la misura della Milanesiana 2013, la rassegna internazionale ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi che come ogni anno porta nell’estate di Milano uno spaccato di quanto la cultura internazionale abbia da offrire.La Milanesiana 2013_logo

Dai Nobel per la letteratura Wole Soyinka, John Coetzee e Gao Xingjian alla medaglia Fields per la matematica Michael Atyah, dal Leone d’Oro Marco Bellocchio al Premio Pulitzer Michael Chabon, passando per Umberto Eco e Michael Nyman, tra gli ospiti invitati spicca anche il nome del Premio Speciale Fondazione Roma Mimmo Centonze, le cui opere faranno da filo conduttore della giornata di giovedì 4 luglioa cura di Antonio Calbi, a partire dalle ore 12:00 nella Sala Buzzati della Fondazione Corriere della Sera, all’interno dell’appuntamento “Viaggio in Italia, Europa, Mondo”. L’evento è organizzato in collaborazione con Fondazione Corriere della Sera, Milano Serravalle, Università Iulm e Commissione Europea.

Il programma della Milanesiana è al solito sterminato e ricchissimo di appuntamenti. Dall’arte alla letteratura, dalla musica al cinema, passando per scienza, teatro e filosofia, la rassegna presenta quest’anno 45 appuntamenti con oltre 160 ospiti provenienti da 18 paesi nel mondo, che fino al 9 luglio (il programma è iniziato dal 19 giugno) animeranno otto luoghi simbolo della città di Milano con un unico filo rosso: il Segreto. Perché, come spiega l’ideatrice e organizzatrice Elisabetta Sgarbi, “in un’epoca in cui in ogni ambito la parola d’ordine è trasparenza, ci sembrava interessante indagare il suo opposto, il segreto, nei suoi aspetti positivi, irrinunciabili, poetici e, naturalmente, se gli artisti lo vorranno, anche negativi”.

Il Festival, promosso dalla Provincia di Milano, con il sostegno del Comune di Milano, in collaborazione con la Regione Lombardia e organizzato da I Pomeriggi Musicali/Teatro Dal Verme con il contributo di Fondazione Corriere della Sera, Fondazione Pirelli e Fondazione Cariplo, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il Patrocinio di Expo Milano 2015, propone in cartellone proiezioni, concerti, letture, spettacoli teatrali inediti e mostre.

Tutti gli appuntamenti della Milanesiana 2013 sono a ingresso libero fino ad esaurimento posti. Per gli eventi in Sala Buzzati è necessaria la prenotazione, telefonando al numero 02-87387707 oppure inviando una e-mail all’indirizzo rsvp@fondazionecorriere.it.

Commissione Europea_logoFondazione Cariplo_logoFondazione Corriere della Sera_logoPirelli_logoUniversita' Iulm_logoExpo Milano 2015_logoAlto Patronato del Presidente della Reppublica_logo


12 Maggio 2013

Lectio magistralis di Mimmo Centonze

al “FAI Giovani”

“L’arte contemporanea spiegata ai giovani”. Questo il tema della Lectio magistralis che l’artista Mimmo Centonze ha tenuto in occasione dell’inaugurazione del FAI Giovani presso la Tenuta Visconti a San Teodoro Nuovo. Il FAI – Fondo Ambiente Italiano è una Fondazione nazionale senza scopo di lucro che ha la missione di promuovere in concreto una cultura di rispetto della natura, dell’arte, della storia e delle tradizioni d’Italia.
Mimmo Centonze è stato scelto come testimonial speciale dell’evento, visti gli straordinari consensi ottenuti alla sua giovane età. Nel giro di pochissimi anni la fama dell’artista è cresciuta esponenzialmente. Le sue opere, oltre ad aver ricevuto importanti premi e riconoscimenti pubblici, come il Premio Speciale Fondazione Roma, sono state esposte nelle più prestigiose sedi nazionali ed internazionali dedicate all’arte contemporanea, quali la Biennale di Venezia e il Palazzo delle Esposizioni di Roma, che ha ospitato un rigorosa esposizione monografica dedicata esclusivamente alle opere dell’artista
Mimmo Centonze - Lectio magistralis al FAI Giovani 1Mimmo Centonze - Lectio magistralis al FAI Giovani 2Mimmo Centonze - Lectio magistralis al FAI Giovani 3
Rivolgendosi ai giovani, Centonze ha esordito: “L’arte non esiste. È solamente una parola alla quale abbiamo associato un concetto. In realtà esistono gli artisti, che poi hanno realizzato delle opere. Quindi esiste Leonardo, che ha dipinto la Gioconda. Così noi, grazie all’opera di Leonardo, comprendiamo che esiste anche l’arte. Attraverso l’opera risaliamo in questo modo al concetto di artista (che è colui che esiste nella realtà) e all’arte stessa, che noi identifichiamo con le innumerevoli opere che sono state realizzate nei secoli, soprattutto in Italia.
Il concetto di ‘contemporaneo’ implica diverse sfaccettature e può essere applicato sia agli artisti che alle loro opere. Nel primo caso, il termine può essere applicato a due artisti viventi nello stesso momento, ad esempio Michelangelo e Raffaello che, avendo operato nello stesso periodo di tempo del Rinascimento, sono stati appunto artisti contemporanei tra loro. Ma non si possono definire contemporanei due artisti che hanno vissuto in epoche diverse, almeno per quanto riguarda le loro persone. Ad esempio Michelangelo non può essere contemporaneo, in quanto persona, ad un artista di oggi come Cattelan, perché appunto è vissuto in un momento diverso. Tuttavia le opere di questi stessi artisti possono sì essere contemporanee, anche se realizzate in secoli diversi. Infatti l’opera d’arte può essere ‘contemporanea’ in due diversi sensi. In un primo caso, quando si tratta di opere realizzate nello stesso periodo. Ad esempio, Michelangelo ha dipinto la Cappella Sistina contemporaneamente a Raffaello che dipingeva la Stanza della Segnatura. Entrambe sono quindi opere contemporanee tra loro in quanto realizzate negli stessi anni. Nel secondo caso, che costituisce il netto vantaggio che ha rispetto all’artista che l’ha prodotta, l’opera d’arte può invece essere contemporanea anche rispetto ad un’opera realizzata secoli dopo. A differenza di un artista morto che non può essere contemporaneo di un artista successivo oppure vivente, un’opera d’arte realizzata secoli fa è presente ancora oggi. Se andassimo al Louvre di Parigi per ammirare la Gioconda di Leonardo da Vinci e poi prendessimo l’aereo, dopo qualche ora potremmo già guardare un’opera di un artista contemporaneo in un museo o in un’asta di arte contemporanea. Quindi potremmo cercare un’opera di Cattelan e, nelle stesse ore, osservarne una di Leonardo.
Quindi, è tramite l’opera che risaliamo all’esistenza dell’arte e dell’artista. Di conseguenza, nella stessa maniera in cui diamo per scontata l’esistenza di Leonardo da Vinci solamente osservando una sua opera in un museo, dovremmo accettare di buon grado l’esistenza di Qualcuno che abbia creato tutto quello che ci circonda ovvero le imponenti ed incomparabili opere d’arte della natura, alla quale Leonardo stesso si è ispirato così tanto nella creazione delle proprie opere.  
Di sicuro, il FAI ci permetterà di sentire maggiormente nostre, e perciò custodire ancora meglio, sia le opere d’arte realizzate dall’uomo sia quelle presenti in natura”.

 11 Aprile 2013

Uno scatenato personaggio che ha travalicato i secoli e che non cessa di moltiplicarsi e riprodursi, dal teatro alla letteratura, dalla musica al cinema fino alla televisione. Prenderà vita ancora una volta attraverso “Don Giovanni. Parole, pittura, musica”, a cura di Mimmo Centonze, che si svolgerà sabato 6 aprile 2013 alle ore 19:30 nella Sala Levi di Palazzo Lanfranchi a Matera. L’ingresso è libero.

Don Giovanni “nasce” per la prima volta nel 1630, ma poi è reso immortale e redivivo grazie alla mente altrettanto sfrenata di Mozart che, nel 1787 (all’età di 31 anni) compose “Il dissoluto punito ossia il Don Giovanni”, ovvero uno dei massimi capolavori della storia della musica e della cultura occidentale in generale.

Le vite di Don Giovanni e il desiderio che prende il sopravvento e non si ferma mai. Saranno questi i temi approfonditi durante la serata dai tre protagonisti legati tra loro da questa figura avvincente. Si tratta del giornalista di Rai 1 Guido Barlozzetti, autore del libro “L’ombra di Don Giovanni” edito da Rai Eri, dell’artista Mimmo Centonze con l’opera “Capannone” e della giovane Antonella De Filippis all’arpa.

“Mi è sembrato – dice Guido Barlozzetti – che l’unico modo per raccontare Don Giovanni fosse quello di fargli raccontare le sue innumerevoli vite, trasversali a quattro secoli, da quando compare all’inizio del Seicento nella Spagna della Controriforma all’attualità della crisi. Uno dei pochi grandi miti prodotti dalla modernità con Faust e Amleto: la potenza del desiderio che non si riconosce limiti e arriva a sfidare la morte stessa. Don Giovanni rivendica di non essere un dongiovanni, un conquistatore da luogo comune, da tronista o da Grande Fratello. Don Giovanni è il rischio del desiderio, non contro ma all’interno di quello femminile, come hanno percepito molte analiste del Novecento. Con umiltà, mi sono immaginato di interpretare il suo spirito. Perché quello è Don Giovanni. Uno spirito. Dentro di noi”.

Motivato da una furia creativa irrefrenabile, che lo spinge a dipingere ininterrottamente e a ricercare con la pittura la natura divina dell’arte, le opere sui capannoni di Mimmo Centonze ben rappresentano il moto del desiderio verso la conquista di una luce che protende al divino, al contrario del Don Giovanni mozartiano che accecato dal proprio orgoglio preferisce le fiamme e quindi la morte al pentimento. Sarà il dipinto di grandi dimensioni “Capannone” a fare da scenografia allo spettacolo. L’opera sarà esposta per la prima volta a Matera, dopo essere stata presentata in anteprima assoluta nella retrospettiva dell’artista ospitata dal Palazzo delle Esposizioni di Roma. Un dipinto di grande intensità emotiva, dagli spettacolari toni rossi infuocati, che rievoca la famosa scena dell’opera di Mozart in cui l’impenitente Don Giovanni è inghiottito dalle fiamme e nel contempo rappresenta l’altro lato del desiderio, quello che si accosta al divino invece di sfidarlo, evidente nelle opere di Centonze.

L’arpa di Antonella De Filippis farà da accompagnamento musicale e si alternerà agli interventi di Guido Barlozzetti e di Mimmo Centonze. La musicista ha collaborato con varie orchestre italiane ed internazionali fra cui l’Orchestra Nazionale dei Conservatori Italiani, in occasione dell’apertura del Bellini Festival 2012 in mondovisione attraverso la collaborazione Rai, l’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari e l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio Nicolò Piccinni di Bari. Ha tenuto diversi concerti sia come solista che in formazione da camera, ha seguito corsi di perfezionamento con maestri italiani e stranieri e ha inoltre collaborato all’incisione delle composizioni inedite del M° Stefano Ottomano. Durante la serata eseguirà musiche dal Don Giovanni di Mozart, da lei trascritte per arpa, Mascagni, Glinka, Händel, Pergolesi, Debussy, Rota.


26 Marzo 2013

Le opere di Centonze raccontano

lo scrittore Luigi Pirandello

Logo Cinecitta' Holding

Prodotto da Cinecittà Holding in collaborazione con Plays, il dvd “Fantasmi al Valle” è ispirato alla vita e all’opera
del grande drammaturgo, scrittore e poeta italiano Luigi Pirandello. Basato sul capolavoro “Sei personaggi in cerca d’autore”, che figura tra le più rivoluzionarie opere teatrali del Novecento, vede protagonista Leo Gullotta (nel ruolo di Luigi Pirandello) con la Logo Playspartecipazione di Pier Luigi Pirandello, nipote dello scrittore. La regia è di Ottavio Rosati.
Fantasmi al Valle - copertina dvd
Per raccontare l’opera del grande scrittore siciliano, il lungometraggio si avvale anche delle opere di due artisti e scultori italiani: Fausto Pirandello, morto nel 1975 e Mimmo Centonze nato nel 1979.
Fausto Pirandello - SpiaggiaFausto Pirandello nasce a Roma nel 1899. Figlio del celebre drammaturgo e premio Nobel Luigi, a 19 anni e dietro suggerimento del padre, interrompe gli studi classici per dedicarsi all’attività artistica. I primi dipinti sono del 1923.
Esordisce alla III Biennale Romana nel 1925 e partecipa alla Biennale di Venezia nell’anno seguente. Nel 1927 si trasferisce a Parigi dove studia Cèzanne e i Cubisti ed entra in contatto con il gruppo Fausto Pirandello - Ritratto di Luigi Pirandello 1933 - Olio su tavoladegli italiani di Parigi: Severini, Tozzi, De Chirico, Savinio, Campigli, Peresce, Magnelli, De Pisis. Nel 1931, rientrato a Roma stringe rapporti con gli esponenti della Scuola Romana e nello stesso anno inaugura una personale alla Galleria di Roma. Negli anni seguenti partecipa alle Sindacali Romane, alla Biennale di Venezia, alle Quadriennali. Dalla metà degli anni Trenta inizia il periodo più maturo, segnato da una forte drammaticità esistenziale con opere dalla forte matericità e dalla originale impaginazione delle scene. Nel 1939 è tra gli artisti romani che espongono a Milano con il gruppo Corrente. Nel 1942 espone alla Galleria di Roma e presso la galleria di Ettore Gian Ferrari a Milano, iniziando un rapporto dicollaborazione che durerà per tutta la vita. Muore a Roma nel 1975.
Mimmo Centonze nasce a Matera nel 1979. A soli 14 anni comincia a riprodurre con notevole rigore
tecnico alcune opere dei grandi maestri del passato. Si immerge nello studio dei più autorevoli trattati di pittura e nell’osservazione diretta delle opere nei più importanti musei a Roma, Firenze, Venezia, ma anche a Londra, Parigi, Amsterdam e New York. 
I primi dipinti sono del 1997. Dal 2002 al 2007 dipinge un’intensa serie di ritratti di familiari ed amici e realizza le prime opere di grandi dimensioni raffiguranti maestose eppure intime figure distese sul parquet. Nel 2007 espone al Museo Michetti e al PAC – Padiglione di Arte Contemporanea di Milano. Nel 2008 dà vita ad una serie memorabile di opere caratterizzate dalla forte componente materica sul tema dei capannoni, sorprendenti e mistiche intuizioni luminose che protendono al divino. Nel 2009 inaugura la prima mostra personale a Milano nella Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Il Mappamondo ed espone al Museo della Permanente. Nel 2010 partecipa al Festival di Spoleto e riceve il Premio Speciale Fondazione Roma e nell’anno seguente espone alla Biennale di Venezia. Nel 2012 il Palazzo delle Esposizioni di Roma dedica all’artista una rigorosa ed ampia esposizione monografica, rendendogli così l’onore di essere il più giovane artista, sia dell’attuale che della passata generazione, ad inaugurare una mostra personale nella prestigiosa sede romana.
Mimmo Centonze - Il padre dell'artista II - 40x50cm - 2003 - Olio su tela
 
Le opere dei due artisti rivestono un ruolo di particolare rilievo all’interno di “Fantasmi al Valle”, che mostra un nuovo format in cui, a partire dal socioplay di “Ciascuno a suo modo” del 1937 al Teatro Carignagno di Torino, convergono tre incontri su
Moreno e Pirandello avvenuti in teatri lontani nello spazio e nel tempo. Si conclude così la ricerca iniziata con “Fantasmi”, un play di Ezio Donato (prodotto nel 2002 dal Teatro Stabile e dall’Università di Catania) sui “Sei personaggi in cerca d’autore”, che debuttarono proprio al Teatro Valle nel 1921 con una Prima a dir poco tempestosa: l’opera ebbe un tale impatto da suscitare in sala spiccati entusiasmi e feroci critiche, tanto che Pirandello fu costretto a scappare da un’uscita secondaria per sfuggire all’aggressione di un gruppo di spettatori, tra lanci di monetine contro la carrozza e voci che gridavano “Manicomio! Manicomio!”.   
 
Danno vita all’evento sei attori e dieci psicodrammatisti che insieme agli spettatori mettono in scena a soggetto alcune storie segrete della famiglia Pirandello, narrate da Pierluigi sul palcoscenico. Al centro dell’indagine c’è il complesso rapporto tra Luigi e la moglie Antonietta Portulano che nel 1919, in seguito ad un grave trauma, entra in una clinica psichiatrica da cui non sarebbe mai più uscita. Gli psicodrammi messi in scena al Valle ristrutturano i fantasmi originari di queste vicende alla base di “Sei personaggi in cerca d’autore” e culminano in un sociodramma aperto alla catarsi di tutti i partecipanti tra palco e platea.
 
Si tratta di un nuovo genere di intervento che combina le tecniche di Moreno a quella ricerca transgenerazionale sui segreti di famiglia che inizia con autori come Abraham e Torok per arrivare fino a Schützenberger, Tisseron, Jodorowsky e Bertoli.
“Fantasmi al Valle” è il primo sociodramma italiano dedicato a questa ricerca e al suo futuro.