3 Settembre 2012

MUSEO DELLA FOLLIA A MATERA

LE DICHIARAZIONI DI VITTORIO SGARBI

E DI MIMMO CENTONZE

A poche ore dall’inaugurazione al pubblico del Museo della Follia a Matera, durante l’anteprima riservata alla stampa alla quale erano presenti l’attore e regista lucano Rocco Papaleo, Marco Vallora critico d’arte de La Stampa, Carlo Vulpio giornalista de Il Corriere della Sera, Guido Barlozzetti giornalista di Rai 1, Pino Roveredo poeta e scrittore vincitore del Premio Campiello,Vittorio Sgarbi ha tenuto a ribadire pubblicamente quanto segue a proposito del successo dell’iniziativa di inaugurare proprio a Matera, in anteprima internazionale, il Museo della Follia.

Il critico ha dichiarato davanti alle telecamere: “I ragazzi che hanno lavorato con Inzerillo…e il gruppo che a Salemi aveva realizzato quel museo (il Museo della Mafia, ndr) e lo aveva trasportato anche a Venezia (alla 54. Esposizione d’Arte della Biennale di Venezia, ndr), si è trovato orfano. E io devo dire che non ho creduto, ma c’eranoi buoni uffici di un giovane artista…che si chiama Centonze…il quale, evidentemente convinto che il sogno di Salemi non dovesse morire, ha effettivamente operato perché il Museo della Follia, che è la continuazione naturale del Museo della Mafia, fosse realizzato a Matera. E soltanto un mese fa, io vedendo l’invito con 18 agosto…ho preso atto che la cosa era compiuta in una situazione che è migliorativa rispetto a Salemi…in uno spazio che è tra i più belli d’Italia, e in un luogo che sembra fatto apposta per accogliere il museo”.

[cml_media_alt id='251']Museo della Follia - ''Conversione'' e ''Finestra di manicomio''[/cml_media_alt][cml_media_alt id='252']Museo della Follia - ''Prigione'', ''Il Folle'' e ''Conversione''[/cml_media_alt]

In un’intervista, Mimmo Centonze ha detto: “Ringrazio molto l’amico Vittorio per quello che ha detto su di me. Lui, che mi conosce bene da tanti anni ormai, sa con quanta caparbietà perseguo un obbiettivo che ritengo importante. E’ da un anno esatto che gli ho indicato e prospettato la concreta possibilità di scegliere Matera per le attività della Fondazione Sgarbi, proprio in un periodo così favorevole in quanto città candidata a Capitale Europea della Cultura 2019. Tutti i materani possono contribuire a raggiungere questo prezioso obbiettivo sostenendo le mostre con la propria presenza, parlandone con entusiasmo ai propri amici, anche di altre città, e far capire in questo modo che Matera non è una città indifferente alle iniziative per la cultura. Guai a pensare al 2019 come ad una data che adesso non ci riguarda perché troppo lontana. Ora è il momento di attivarsi affinché il patrimonio culturale di Matera possa far rinascere la città anche sotto il profilo economico. Da questo punto di vista ho visto molti attivarsi come Franco Stella, Aldo Chietera, Salvatore Adduce, Antonella Favuzza con Giovanni, Sara e Stefano della Fondazione Sgarbi, Maristella Trombetta, Simona Visceglia, Francesco Corsi, Piero Colapietro, Mario Loperfido, Giovanni Paparcone, e tantissimi altri che da tempo credono nelle possibilità di una città unica come Matera. E soprattutto Vittorio Sgarbi che adora Matera e che con l’esperienza a Salemi ha dimostrato come anche una piccola città della Sicilia possa trasformarsi in una realtà internazionale. Ho avuto il privilegio di essere presente ed assistere fin dagli inizi alla “rivoluzione culturale” che ha avuto luogo a Salemi. In una città grande come Montescaglioso si sono tenute mostre di Caravaggio, Rubens, Picasso, Modigliani e creati musei come quello della mafia e del paesaggio. E i giornalisti arrivavano da tutto il mondo per raccontare quello che succedeva lì, fin dagli Stati Uniti e dalla Russia! Matera potrebbe diventare una ideale continuazione dell’esperienza avviata circa tre anni fa a Salemi. Prepariamoci ad un terremoto culturale che potrebbe colpire, qualora lo volessimo, anche la città di Matera e portarla così a diventare davvero Capitale Europea della Cultura nel 2019″.

[cml_media_alt id='247']Mimmo Centonze - Finestra di manicomio 2011 - Olio e alchidico su tela - 109x139 cm[/cml_media_alt]           [cml_media_alt id='248']Mimmo Centonze - Conversione 2011 - Alluminio e olio e alchidico su tela - 80x170x197 cm[/cml_media_alt]  [cml_media_alt id='249']Mimmo Centonze - Il folle 2011 - Olio e alchidico su tela non preparata - 40x45 cm[/cml_media_alt][cml_media_alt id='250']Mimmo Centonze - Prigione 2011 - Olio e alchidico su tela - 90x130 cm[/cml_media_alt]

Il servizio del Trm Giornale, andato in onda il 9 agosto 2012, dedicato alla notizia dell’apertura del Museo della Follia a Matera da parte della Fondazione Sgarbi. Il servizio cita le quattro opere inedite realizzate per l’occasione dall’artista materano Mimmo Centonze. La mostra è a cura di Vittorio Sgarbi.


9 Luglio 2012

VITTORIO SGARBI:

“IN CENTONZE LA STESSA ENERGIA VITALE

DELLA PITTURA DI MONET”

 

A proposito delle opere di Mimmo Centonze dedicate al tema dei capannoni, Vittorio Sgarbi ha dichiarato:Uno può pensare addirittura ad un’ascesi, cioè quanto più si toccano le parti più basse del mondo tanto più ci si può innalzare. È nella luce, nella materia e in questa tensione ascetica il momento più significativo che Centonze, tra l’altro, ha coltivato facendo numerose opere di questa serie. Quindi diventa un ciclo: Monet aveva fatto il ciclo delle ninfee e, passati i tempi, Centonzefa i capannoni di rifiuti. Cambiano i soggetti ma rimane la stessa energia vitale della pittura. Quasi una serie diabolica delle ninfee di Monet. Monet aveva immaginato una dimensione celeste e la sua è una dimensione infernale. In questo inferno però si immagina una dimensione ascetica come quella che indicano grandi poeti mistici come Juan de la Cruz e cioè dal buio, dalla stanza più buia e più nera, gli occhi si esercitano per vedere quella luce che diventerà poi il richiamo alla luce divina. Quindi c’è un inoltrarsi negli abissi per  poi risalirne”.

 Sgarbi ha aggiunto: “Sento che gli artisti più giovani fanno parte di una storia per cui non sono un corpo separato rispetto alla storia dell’arte quindi la loro qualità è sufficiente a farmeli guardare come se fossero maestri classici”.

Di seguito un’intervista rilasciata da Mimmo Centonze durante la serata d’inaugurazione della mostra personale al Palazzo delle Esposizioni di Roma:

Com’ è nata l’idea di realizzare un’opera, “Lettura biblica”, nella quale è protagonista la Bibbia?

 L’idea è nata perché leggo la Bibbia ogni giorno e la rileggo ogni anno per intero, da gennaio a dicembre, con un programma: se leggi quattro capitoli al giorno leggi la Bibbia per intero in un anno. Mi interessava mettere in evidenza il fatto che oggi, se si utilizzasse molto di più la Bibbia, dove ci sono dei consigli che Dio ci ha dato la nostra vita sarebbe molto migliore: non ci sarebbero famiglie divise, non ci sarebbero problemi legati per esempio all’alcool o a gravidanze indesiderate perché ci sono tutti i consigli adatti che Dio ci ha dato. Quindi avere come riferimento il più grande artista dell’universo perché è stato Dio ad aver ha creato tutto dal niente. La cosa che mi dà più fastidio è quando uno dice che il mondo è stato creato dal nulla, che il Bing Bang ha fatto tutto… Secondo me è un’offesa:  se Dio ascoltasse queste parole ne rimarrebbe offeso. Come ne rimarrebbe offeso anche Leonardo Da Vinci: nessuno dice che Leonardo non sia mai esistito. Nessuno lo ha mai detto. Uno va al Louvre, vede la Gioconda e nessuno mette in dubbio che Leonardo Da Vinci sia esistito perché la Gioconda è lì, sulle pareti del Louvre. Però molti dicono che Dio non sia mai esistito nonostante tutto il creato dell’universo che è molto più complesso di un’opera di Leonardo Da Vinci, molto più interessante e a cui Leonardo stesso si è ispirato nei suoi dipinti. Allora a questo punto diciamo che Leonardo Da Vinci non è mai esistito. Anche lui non c’è. È uguale: se tu dici che Dio non esiste allora nemmeno Leonardo è mai esistito…

 Come mai la mostra al Palazzo delle Esposizioni?

 Questa mostra è stata fortemente voluta dal Prof. Emmanuele Emanuele, (Presidente della Fondazione Roma e dell’Azienda Speciale Palaexpo ndr) che ho conosciuto grazie a Vittorio Sgarbi. È stato lui a scegliere di farmi questo bel regalo. Dicono che non sia mai successo a 32 anni di esporre in una mostra personale al Palazzo delle Esposizioni. Quindi ho questo peso sulle spalle!

Qual è l’opera che senti più vicina in assoluto?

 Questo è impossibile dirlo. Tutto il corpus delle mie opere mi è vicino. È come dire ad una madre: “Scegli quale figlio preferisci”.


2 Luglio 2012

Il servizio del Trm Giornale, andato in onda il 12 giugno 2012, dedicato al successo ottenuto dalla mostra “Mimmo Centonze” a Palazzo delle Esposizioni di Roma. Mostra a cura di Vittorio Sgarbi.


26 Giugno 2012

MIMMO CENTONZE E VITTORIO SGARBI

OSPITI SU RAI 1

A “UNO MATTINA CAFFÈ”

 

Mimmo Centonze e Vittorio Sgarbi sono stati ospiti negli studi di RAI 1 in una puntata di “Uno Mattina Caffè” per raccontare insieme la mostra “Mimmo Centonze” tenutasi a Palazzo delle Esposizioni di Roma dal 29 maggio al 10 giugno 2012, curata dal noto critico d’arte.

“Uno Mattina Caffè”, il programma di Maurizio Gianotti che va in onda su RAI 1 prima di Uno Mattina Estate, è condotto dallo scrittore e critico letterario Arnaldo Colasanti che ha intervistato Mimmo Centonze chiedendogli il significato delle sue opere sui capannoni nonché delle opere dedicate alla figura del padre dell’artista.

Mimmo Centonze ha detto: “Nelle figure ho cercato sempre di scavare a fondo nell’animo umano perché ogni volto ha il merito di essere ritratto. Se avessi vita eterna ritrarrei tutta l’umanità. Mi piace molto ricercare l’universo che ogni viso porta con sé”.

Su come è nata la ricerca sul tema dei capannoni ha dichiarato: “Cercavo un modo per raccontare Dio, il più grande artista dell’universo, ma non in maniera figurativa come lo avrebbe fatto Caravaggio o Rembrandt, perché oggi non lo puoi fare più. Ho cercato quindi di rappresentare la luce divina che riscatta dei ferri vecchi abbandonati in questi capannoni industriali…è una luce che ti attira fuori dall’opera stessa, una luce divina e soprannaturale che ti attira fuori dal capannone”.

Sulle opere dedicate alla figure del padre l’artista ha affermato: “C’è stato un periodo, dal 2002 al 2004, in cui ho realizzato sette dipinti su mio padre…in alcuni quadri ho rappresentato la sua malattia della pelle, la psoriasi, ma in altri no perché è come se l’avessi curato con la pittura, perché è una malattia inguaribile”.

Vittorio Sgarbi ha dichiarato su Rai 1: “Pittori come Centonze richiedono un rispetto che spesso la critica non concede loro per arroganza o presunzione di aver individuato una linea che l’arte non può avere. Non c’è una linea nell’arte del Rinascimento. Convivono Paolo Uccello, Masaccio e Gentile Da Fabriano e soltanto a posteriori possiamo vedere in uno di loro qualcosa che spinge in avanti, che ci rende così definitivi Masaccio come Caravaggio. Però anche Caravaggio convive con Carracci. Quindi tutta la storia dell’arte ci insegnerebbe la prudenza che invece i miei colleghi, con un dogmatismo insopportabile, non praticano…Alla Biennale di Venezia Centonze ha fatto, nel Museo della Mafia, il ritratto di Totò Riina che infatti ha avuto molta fortuna. Centonze nel suo percorso (sui capannoni ndr)ha fatto qualcosa di molto simile a Dante: un percorso attraverso l’inferno per arrivare al paradiso”. 

 


7 Giugno 2012

UN GRANDE SUCCESSO

L’INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA

A PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI

Lusinghieri consensi della critica, notevole affluenza di visitatori ed elevato interesse di tv e giornali per la mostra personale dell’artista Mimmo Centonze a Palazzo delle Esposizioni di Roma, aperta fino al 10 giugno, a cura di Vittorio Sgarbi.

[cml_media_alt id='253']esterno-3-s600x600[/cml_media_alt][cml_media_alt id='258']07) L'allestimento esterno con i ritratti e le figure[/cml_media_alt]

Per la prima volta è stato possibile ammirare in un’unica sede una rigorosa selezione di opere, alcune delle quali mai presentate prima d’ora o realizzate per l’occasione, che tracciano gli ultimi dieci anni di sviluppo di un energico percorso artistico che parte dagli intensi ritratti, realizzati con eccezionale acutezza e vigore, e dalle maestose eppure intime figure ritratte nello studio dell’artista, fino ad arrivare ai grandi spazi luminosi dei capannoni, sorprendenti e mistiche intuizioni luminose che protendono al divino.

 [cml_media_alt id='257']06) L'allestimento interno con i capannoni[/cml_media_alt]Nel discorso introduttivo all’inaugurazione della mostra il 28 maggio, sono intervenuti il Presidente dell’Azienda Speciale Palaexpo nonché Presidente della Fondazione Roma, il Prof. Avv. Emmanuele F.M. Emanuele, e il Prof. Vittorio Sgarbi.

Il Prof. Emanuele ha dichiarato:

“Sono molto felice di inaugurare questa bellissima mostra di Centonze, un pittore che da tempo immemore sostengo, convinto come sono che è una delle realtà, non più una promessa, delle arti visive del nostro Paese e non soltanto, come mi auguro sinceramente. È vincitore, tra l’altro, del “Premio Speciale Fondazione Roma” e soprattutto ha il grande pregio e merito di avere come sostenitore il numero uno del nostro Paese che è Vittorio Sgarbi. Quando Vittorio Sgarbi si convince e adotta un artista vuol dire che quello ha sicuramente un futuro.

Centonze rappresenta una grande potenzialità per la sua capacità espressiva. Questo suo proporre modelli costantemente differenziati, questo suo essere non un maniacale riproduttore di se stesso o della sua intuizione è indubbiamente una testimonianza del suo valore, del quale io sono  fermamente  convinto. Ho voluto fortemente questa mostra nello Spazio Fontana del Palazzo delle Esposizioni, che è il tempio dell’arte contemporanea in Italia e soprattutto a Roma. Sono certo che Centonze ha tutte le potenzialità per essere, nel tempo, uno dei grandi artisti del nostro Paese.”

 [cml_media_alt id='256']04) Foto Vittorio Sgarbi, Emmanuele F.M. Emanuele e Mimmo Centonze[/cml_media_alt]                  [cml_media_alt id='255']03) Foto Vittorio Sgarbi con Mimmo Centonze[/cml_media_alt] [cml_media_alt id='254']02) Foto giornalisti con Mimmo Centonze 2[/cml_media_alt]

 

Il Prof. Vittorio Sgarbi ha dichiarato:

 “I soggetti prediletti di Centonze sono, a dimostrazione della profonda religiosità umana e dei sentimenti che albergano nel suo animo, i suoi parenti. Lui è “il pittore degli affetti”: dipinge il padre, la madre, le sorelle, gli amici, i cugini in un percorso che si può vedere all’esterno della Sala Fontana del Palazzo delle Esposizioni.

All’interno della stessa sala, all’opposto delle figure e degli affetti che motivano la pittura, ci sono dei magazzini o capannoni pieni di immondizia. Sente la necessità di muoversi in un ambito che sia quello di uno spazio della mente, che è uno spazio vuoto pieno di immondizia che però diventa pure colore, al fine di esprimere una pittura informale nella sostanza e fortemente materica, però di spazio riconoscibile: si vedono spazi, si vedono le luci, si vede che siamo in una stanza anche se alla fine i quadri aspirano ad essere informali ma si fermano un attimo prima proprio per questa dimensione prospettica. In questa ricerca c’è il piacere erotico, fisico, del colore come energia pura che rende molto interessante questa serie.

Quasi una serie diabolica delle ninfee di Monet. Monet aveva immaginato una dimensione celeste e la sua è una dimensione infernale. In questo inferno però si immagina una dimensione ascetica come quella che indicano grandi poeti mistici come Juan de la Cruz e cioè dal buio, dalla stanza più buia e più nera, gli occhi si esercitano per vedere quella luce che diventerà poi il richiamo alla luce divina. Quindi c’è un inoltrarsi negli abissi per  poi risalirne. L’idea di questa immondizia, di questi luoghi cupi da cui poi balugina la luce del fondo indica una volontà di intendere queste opere come preghiere, come lunghe preghiere, di un’ascesi verso una presenza spirituale che è dentro di lui. Quindi sono opere che hanno una modernità espressiva ed insieme una densità spirituale che corrisponde all’anima di Centonze.

 Questi sono esordi importanti e cospicui. Io sono venuto qui e lo ho assistito come un padre sia rispetto alle funzioni critiche sia anche, ne sono molto orgoglioso, con questo bell’allestimento, molto rarefatto in questo spazio del Palazzo delle Esposizioni. Un’esperienza già ricca di un ragazzo giovanissimo, con un’esuberanza creativa già sufficientemente espressa in questa bellissima serie degli  spazi dei capannoni”.


11 Aprile 2012

MIMMO CENTONZE

A PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI

Ospitata dall’Azienda Speciale Palaexpo (Scuderie del Quirinale, Palazzo delle Esposizioni, Casa del Jazz) e realizzata in collaborazione con la Fondazione Roma, presiedute dal Prof. Avv. Emmanuele F.M. Emanuele, la mostra è curata da Vittorio Sgarbi e presenta oltre quaranta opere dell’artista.[cml_media_alt id='259']01) Il padre dell'artista 24x30cm - 2002 - Olio su tela[/cml_media_alt]

Nel giro di pochissimi anni la fama di Mimmo Centonze è cresciuta esponenzialmente: la mostra del Palazzo delle Esposizioni presenta una rigorosa selezione di opere, alcune delle quali mai presentate prima d’ora o realizzate per l’occasione.

La mostra propone dipinti e sculture provenienti da collezioni italiane pubbliche e private – tra cui il celebre ritratto del boss mafioso Totò Riina, prestato per la prima volta dal Museo della Mafia di Salemi inaugurato nel maggio 2010 dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – che tracciano gli ultimi dieci anni di sviluppo di un energico percorso artistico che parte dagli intensi ritratti, realizzati con eccezionale acutezza e vigore, e dalle maestose eppure intime figure ritratte nello studio dell’artista, fino ad arrivare ai grandi spazi luminosi dei capannoni e dei monocromi ad essi ispirati, sorprendenti e mistiche intuizioni luminose che protendono al divino. Lavori che rivelano la straordinaria qualità della pittura di Centonze, ricercata con costanza e tenacia nel corso di quasi vent’anni di attività attraverso lo studio dei più autorevoli trattati di pittura, facendo riferimento alle opere di importanti maestri del passato, da Tiziano, Tintoretto, Rembrandt, Hals, Velazquez, Van Dyck, Constable, fino a Giorgio De Chirico e Lucian Freud. 

[cml_media_alt id='260']03) Il padre dell'artista III - 70x100cm - 2004 - Olio su tela[/cml_media_alt]

[cml_media_alt id='262']10) Capannone, 2009 - Olio e alchidico su ferro - 125x190 cm[/cml_media_alt]

Una significativa esposizione monografica, dunque, suddivisa in sezioni di poche opere scelte, come Il padre dell’artista I (2002), che apre il percorso della mostra, e Il padre dell’artista II(2003), che insieme agli altri quattro ritratti dedicati alla figura del padre presentati in questa mostra, ci regalano l’indimenticabile testimonianza del rapporto affettivo ed artistico tra i due. Per la prima volta in mostra anche l’imponente Donna sul parquet (2008), che con un insolito estro è raffigurata in una singolare postura e prospettiva, oltre all’inedita scultura di grandi dimensioni Conversione (2011), realizzata in alluminio e olio su tela, allestita all’ingresso della Sala Fontana. Nel percorso espositivo, inoltre, Totò Riina (2010) e Capannone (2009), entrambe presentate alla LIV Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Infine, i grandi teleri dedicati al tema dei capannoni, di impatto drammatico e dalla stesura inquieta e densa di tensione, che disorientano e attraggono il visitatore come la luce sul fondo di una caverna. Opere di grande intensità emotiva che chiudono l’appassionante esposizione.

 

Grande novità della mostra è poi rappresentata dall’originale ed inedito allestimento della Sala Fontana, con un percorso espositivo mai immaginato prima di questa occasione: le opere saranno infatti raccolte in modo tale da creare un peculiare triplo percorso concentrico, che vedrà esposti i ritratti e le figure sul perimetro esterno della sala, mentre all’interno della stessa sarà allestita la sezione dedicata ai capannoni. Infine sulle pareti al centro della Sala Fontana saranno esposti i luminosi monocromi dell’artista. Nelle varie sezioni, le opere saranno disposte in senso antiorario e in ordine cronologico, a partire dal 2002 al 2012. 

[cml_media_alt id='261']05) Bruna 2005 - Olio su tela - 20x25cm[/cml_media_alt]

Una mostra volutamente raccolta, dunque, capace di fornire al grande pubblico un approccio sintetico e significativo al percorso artistico di Mimmo Centonze. ‘Pochi pittori del nostro tempo hanno, più di Mimmo Centonze, il senso della vastità dello spazio’ ha scritto di lui Vittorio Sgarbi. Il Presidente della Fondazione Roma, il Prof. Avv. Emmanuele F.M. Emanuele, ha dichiarato:‘Sono un suo convinto estimatore…lo considero uno degli artisti potenzialmente più brillanti della nuova generazione’.