29 Dicembre 2014

MATERA – Giovedì 17 aprile alle ore 20:30 presso il Laboratorio di Restauro in via della Tecnica nella Zona Paip di Matera si darà il via ad “Amici dei Capannoni”, la rassegna organizzata in collaborazione con la Soprintendenza dei Beni Storici ed Artistici della Basilicata che prevede la realizzazione di una serie di eventi tra cui convegni, spettacoli, proiezioni, concerti che avranno luogo proprio nell’immenso capannone del Laboratorio di Restauro della Soprintendenza che attualmente ospita “Capannoni nel Capannone”, la mostra personale dell’artista Mimmo Centonze, curata dal Soprintendente Marta Ragozzino, che presenta una rigorosa selezione di opere dell’artista dedicata esclusivamente al suo tema per eccellenza: i Capannoni.

Ad innescare la rassegna sarà lo scatenatissimo scrittore e giornalista di Rai 1 Guido Barlozzetti che per l’occasione ha scritto l’originale “Capanne, capannine e capannoni”, lo spettacolo inedito da lui interamente interpretato con l’ausilio di musiche e di immagini che sarà presentato in prima assoluta giovedì 17 aprile a Matera. L’ingresso è libero. Tutt’intorno al pubblico presente ci saranno ad accoglierlo i grandi teleri di Centonze dedicati al tema dei capannoni, di impatto drammatico e dalla stesura inquieta e densa di tensione, calati dal soffitto come delle grandi quinte teatrali che sembrano scendere e risalire per mezzo di funi di acciaio ancorate al soffitto e al pavimento.

Lo stesso Barlozzetti descrive così lo spettacolo: “Ci sono dei luoghi che possono essere simbolici laddove sembrano essere consegnati alla concretezza delle operazioni della quotidianità. Il capannone è uno di questi spazi dove l’antropologia incontra l’arte, dove il lavoro si dà come prolungamento dell’abitare e come cultura dell’uomo e del suo affaticarsi sulla natura. Vedendo i capannoni dipinti da Mimmo Centonze e alla carica emozionale e perfino messianica con cui vi si è rappresentato, ho pensato che si poteva costruire un percorso in cui mettere in fila le stazioni di una possibile storia. Dalla capanna come nucleo germinale dell’abitazione alla Capanna per antonomasia, quella della Natività e alle raffigurazioni che via via nei secoli ne sono state prodotte. Dalle chiese a capanna medievali alle diverse stagioni del capannone industriale, tra efficienza, funzionalità e utopia, fino a diventare l’emblema di un modello di sviluppo di un intero territorio come nel caso del NordEst italiano. Dai luoghi apparentemente lontani come un ippodromo di Roma e uno storico locale di Viareggio…ai capannoni di Centonze. Un racconto con immagini e musiche che trovo suggestivo ambientare all’interno di un…capannone”

Un sorprendente spettacolo inedito ambientato nella rilevante esposizione monografica ancora in corso di Mimmo Centonze suddivisa, per la prima volta nella storia della città di Matera, in due contrapposte sedi espositive. La prima sezione visitabile in una sala del Museo di Palazzo Lanfranchi con una selezione dei primissimi lavori sui capannoni del 2008, caratterizzati da una rappresentazione realistica impostata su delicati toni di grigio, contrapposta a quella di impostazione più grandiosa e ‘sinfonica’ presentata nella seconda sede della mostra, il Laboratorio di Restauro, l’imponente capannone di 1000 metri quadri ubicato nella zona industriale della città, una sorta di cattedrale post-industriale a tre navate, nel quale le grandi opere di Centonze dedicate al tema dei capannoni sono calate dal soffitto come delle grandi quinte teatrali calate per mezzo di funi di acciaio ancorate al soffitto e al pavimento. L’allestimento delle circa 60 opere (delle più di 70 opere in totale considerando quelle esposte nell’altra sede del Museo di Palazzo Lanfranchi) è posto su più binari visivi e fa sì che il visitatore della mostra sia rapito da un affascinante rincorrersi del fronte e del retro delle opere, sospese nello spazio del capannone in un disarmante e sincero svelarsi dei supporti sui quali sono state dipinte: tela, tavola e ferro. Opere di grandi dimensioni e dalla forte intensità emotiva che chiudono l’appassionante esposizione. Una mostra dall’originale allestimento, dunque, capace di fornire al grande pubblico un approccio significativo e ancora più intimo all’affascinante percorso artistico di Mimmo Centonze ispirato al tema dei capannoni.


“CAPANNONI NEL CAPANNONE”

UNA MOSTRA “UNICA”

PER MATERA 2019 

MATERA – Il 2014 è stato l’anno di chiusura di una mostra del tutto speciale ed “unica” nel mondo dell’arte della Città dei Sassi, un evento che ha partecipato attivamente alla candidatura di Matera quale “Capitale Europea della Cultura 2019” – di cui ha avuto il patrocinio. Stiamo parlando di “Capannoni nel capannone“, la mostra personale dell’artista Mimmo Centonze promossa dalla Soprintendenza per i Beni Storici ed Artistici della Basilicata e curata dalla Dott.ssa Marta Ragozzino.

[cml_media_alt id='212']02) Foto inaugurazione ''Mimmo Centonze - Capannoni nel capannone''[/cml_media_alt]

Unica sotto vari punti di vista, a cominciare dalla straordinaria durata dell’esposizione. Sono stati infatti ben nove i mesi di apertura al pubblico (dal 18 ottobre 2013 fino al 6 luglio 2014), una cifra davvero ragguardevole considerando la durata media di una mostra, di circa un mese per una mostra in una galleria d’arte fino ad arrivare ai circa sei mesi di una rassegna di grandissimo rilevo come la Biennale di Venezia, alla quale Centonze ha già partecipato esponendo nel Padiglione Italia di Venezia nell’edizione del 2011 curata da Vittorio Sgarbi.

Per la prima volta nella storia della Città di Matera, inoltre, è stata realizzata una rilevante esposizione monografica suddivisa in due eccezionali e contrapposte sedi espositive, tra l’altro mai prima d’ora abbinate. La prima sezione della mostra è stata visitabile in una sala del Museo di Palazzo Lanfranchi e ha raccolto una selezione dei primissimi lavori del 2008, di piccole e medie dim[cml_media_alt id='213']09) Foto Mimmo Centonze ''Mimmo Centonze - Capannoni nel capannone''[/cml_media_alt]ensioni: raffinati dipinti di interni industriali bagnati da una luce seicentesca dal sapore quasi fiammingo, caratterizzati da una rappresentazione realistica impostata su delicati toni di grigio. Una mostra intima, ‘da camera’, in confronto a quella di impostazione più grandiosa e ‘sinfonica’ presentata nella seconda sede della mostra, il Laboratorio di Restauro, l’imponente capannone di restauro della Soprintendenza progettato dall’architetto Vincenzo Baldoni inaugurato come spazio espositivo proprio in occasione della mostra su Centonze, ubicato nella zona industriale della città proprio a pochi passi dallo studio dell’artista nel quale hanno preso vita i dipinti sui capannoni. Da qui il tema della mostra, “Capannoni nel capannone”. In questa sede, una sorta di cattedrale post-industriale a tre navate dove i capannoni dipinti dall’artista sono stati finalmente ‘restituiti’ al luogo ideale dove sono nati, sono stati presentati i grandi teleri dedicati al tema dei capannoni, opere di grandi dimensioni e dalla forte intensità emotiva, di impatto drammatico e dalla stesura inquieta e densa di tensione, che disorientano e attraggono il visitatore come la luce sul fondo di una caverna.

[cml_media_alt id='214']10) Foto allestimento ''Mimmo Centonze - Capannoni nel capannone''[/cml_media_alt]Un mostra unica anche per le eccezionali proporzioni degli spazi espositivi, per l’originalissimo allestimento e per il numero di opere esposte, provenienti da collezioni italiane pubbliche e private. Un grande entusiasmo ha colto di sorpresa il pubblico presente all’inaugurazione della mostra di Mimmo Centonze quando, al taglio del nastro, ha potuto finalmente apprezzare il sorprendente allestimento delle grandi opere esposte nel grandioso spazio del Laboratorio di Restauro della Soprintendenza, che accoglie perfettamente le opere dell’artista. Un immenso capannone di 1000 metri quadri, una sorta di cattedrale post-industriale a tre navate, nel quale i capannoni di Centonze sono stati calati dal soffitto come delle grandi quinte teatrali che sembravano scendere e risalire per mezzo di funi di acciaio ancorate al pavimento. L’allestimento delle circa 60 opere (delle più di 70 opere in totale considerando quelle esposte nell’altra sede della mostra, in una sala del Museo di Palazzo Lanfranchi) è stato posto su più binari visivi e ha fatto sì che il visitatore della mostra sia stato rapito da un affascinante rincorrersi del fronte e del retro delle opere, sospese nello spazio del capannone in un disarmante e sincero svelarsi dei supporti sui quali sono state dipinte: tela, cartone, tavola e ferro.

Mimmo Centonze ha dichiarato“Sono il primo ad essere rimasto stupefatto da questa mostra. Non credevo si realizzasse davvero in quanto, a tre settimane dall’inaugurazione, il grande capannone del Laboratorio di Restauro della Soprintendenza sembrava proprio uno dei miei capannoni: pieno di oggetti abbandonati, fotocopiatrici rotte e vecchi armadi dissestati. Ma poi il miracolo. Il Soprintendente Marta Ragozzino, insieme all’efficientissima squadra di lavoro della Soprintendenza, mette in moto un potente meccanismo inarrestabile che infine riesce a compiere il tutto. Lo dico sinceramente: sono sbalordito. E sono andato anche oltre, per ovvie ragioni inevitabilmente legate alla mia città, le esperienze fatte finora: questa idea di esporre i miei dipinti sui capannoni in un capannone reale, a pochi passi di distanza dal mio studio dove sono nate queste opere, è stata un’esperienza unica e forse irripetibile“. 

In occasione della fine dell’anno 2014 pubblichiamo, qui di seguito, il video integrale di “Capanne, capannine e capannoni“, l’affascinante spettacolo inedito scritto e interpretato dallo scatenatissimo scrittore e giornalista di Rai 1Guido Barlozzetti realizzato in occasione della mostra “Capannoni nel Capannone” e rappresentato in prima assoluta il 17 aprile 2014 durante l’apertura dell’esposizione.


21 Maggio 2014

UN’OPERA DI KOUNELLIS

“CONCETTUALMENTE IDENTICA”

AD UN’OPERA DI CENTONZE: PLAGIO?

 

Giovedì 22 maggio 2014 alle ore 18:00 presso lo Spazio Production a Milano l’artista di fama internazionale Jannis Kounellis presenterà una sua opera in un’edizione di 100 esemplari realizzata per una raccolta fondi a favore della ricerca pediatrica. Ciascuno dei 100 esemplari sarà offerto al pubblico dietro un’erogazione liberale (fiscalmente deducibile) di almeno 1.500 euro ciascuna, per una raccolta totale quindi di almeno 150.000 euro.

Iniziativa lodevole da parte dell’artista se non fosse che l’opera in questione realizzata da Kounellis nel 2014 si presenta “concettualmente identica” ad un’opera realizzata quattro anni prima, nel 2011, dall’artista Mimmo Centonze per il Museo della Follia, progetto presentato a Matera dalla Fondazione Sgarbi nell’agosto 2012 e curato dallo stesso Vittorio Sgarbi. Anche Centonze con le proprie opere ha partecipato in passato a raccolte di fondi per la ricerca, come nel 2010 a favore della Fondazione Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e nel 2011 per la realizzazione di bassorilievi di opere d’arte fruibili per non vedenti e ipovedenti come quelle attualmente presenti al Museo degli Uffizi di Firenze, insieme ad altri artisti internazionali come Mimmo Paladino e Sandro Chia.

[cml_media_alt id='216']Mimmo Centonze Finestra di manicomio 2011 - Olio e alchidico su tela e alluminio - 109x139x7 cm[/cml_media_alt]

Opera di Mimmo Centonze

Sull’accaduto l’artista Mimmo Centonze ha dichiarato: “So bene che nell’arte c’è sempre un’appropriarsi delle intuizioni di altri artisti. Picasso stesso dichiarò che un “bravo artista copia, ma un grande artista ruba”…Non posso fare a meno di notare delle evidentissime somiglianze concettuali tra la mia opera e quella di Kounellis e non vorrei pensare a lui, nel 2014, solamente come ad un “bravo artista”. Per il momento, pur non avendo intenzione di richiedere risarcimenti pecuniari vista l’occasione di una raccolta fondi benefica, mi riservo comunque la possibilità di accertare i fatti e conseguentemente di tutelare i miei diritti nelle sedi competenti”.[cml_media_alt id='215']Lettera amici_all'arte![/cml_media_alt]

Jannis Kounellis (1936), artista greco che ha operato in Italia, è un esponente di primo piano “dell’arte povera”.
Giunge in Italia nel 1956 e si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Roma, diplomatosi sotto la guida di Toti Scialoja. Influenzato dall’informale di Burri e dallo spazialismo di Fontana, se ne distingue subito mettendo a punto un suo alfabeto di cifre stampate con smalto nero su lenzuoli appesi ai muri. Nel 1960 la sua prima personale alla Galleria La Tartaruga di Roma. Dopo la sua prima partecipazione alla Biennale di Venezia (1972) entra nelle più prestigiose collezioni e nei musei di tutto il mondo. Dal 1995 ad oggi sono 385 i suoi passaggi in asta, con un venduto del 54% e solo un’opera aggiudicata oltre il milione di dollari (1.274.294 $ per Untitled del 1960, smalto su carta applicata su tela, aggiudicata da Christie’s Londra il 20 ottobre 2008).

Mimmo Centonze (1979), a soli 14 anni comincia a riprodurre con notevole rigore alcune opere dei grandi maestri del passato  e si immerge nello studio dei più autorevoli Trattati di Pittura e nell’osservazione diretta delle opere nei più importanti Musei del mondo. Nel 2009 la sua prima personale “Lo spazio e il nulla” alla Galleria Il Mappamondo di Milano, curata da Vittorio Sgarbi. Nel 2009 gli viene assegnato il Premio Speciale Fondazione Roma e nel 2010 realizza il celebre ritratto del boss mafioso Totò Riina nel Museo della Mafia inaugurato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Nel 2011 espone alla Biennale di Venezia e nel 2012 il Palazzo delle Esposizioni di Roma gli dedica una rigorosa esposizione monografica, rendendogli così l’onore di essere il più giovane artista in assoluto ad inaugurare una personale nella prestigiosa sede romana. Il Corriere della Sera lo inserisce tra i migliori artisti sui quali puntare e il settimanale economico Il Mondo lo segnala tra i migliori artisti partecipanti alla Biennale di Venezia sui quali investire.


19 Febbraio 2014

 

2014CENTONZE PER RAI WORLD:

“MEGLIO TOTO’ RIINA DI MARILYN,

ANCORA MEGLIO REMBRANDT DELL’ACCADEMIA…”

 

ROMA – “E’ più utile avere davanti un ritratto di Totò Riina che l’ennesima rappresentazione di Marilyn Monroe”. Lo ha dichiarato Mimmo Centonze, ospite di una puntata di Community, il programma prodotto e distribuito da RAI WORLD e trasmesso su Rai Italia, in un’intervista andata in onda qualche giorno fa – a seconda dei diversi fusi orari – a New York, Toronto, Buenos Aires, Sidney, Pechino, Perth, Johannesburg oltre che visibile in Italia e in Europa.

Nell’intervista, registrata nello studio 12 della RAI in Via Teulada a Roma e condotta da Benedetta Rinaldi, l’artista ha affermato: “Non puoi rappresentare soltanto cose positive. Perché vai a visitare il Museo della Shoah? Perché ti devi ricordare che l’abisso umano può raggiungere delle malvagità incredibili. Ho dipinto il ritratto di Riina non su una tela normale o preparata ma su una tela grezza, senza alcuna preparazione pittorica. Il suo volto è come se fosse spiaccicato lì sulla tela, duro e implacabile”. Il ritratto del boss quindi [cml_media_alt id='217']rai world[/cml_media_alt]non esalta, non celebra e in fondo neppure giudica la sua figura. Racconta, documentandolo, il Male. “Per questo – continua – è più utile di un ritratto di Marilyn”.

[cml_media_alt id='208']02) Mimmo Centonze - Totò Riina 2010 - Olio e alchidico su tela non preparata - 24x30 cm - Museo della Mafia, Salemi[/cml_media_alt]

Totò Riina 2010 – Olio e alchidico su tela non preparata – 24×30 cm – Museo della Mafia, Salemi

Centonze ha realizzato il celebre ritratto del boss di Cosa Nostra per il Museo della Mafia della Fondazione Sgarbi, museo inaugurato a Salemi, in Sicilia, dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il ritratto è stato inoltre esposto a Venezia nel Padiglione Italia alla LIV Edizione dellaBiennale di Venezia e al Palazzo delle Esposizioni di Roma che nel 2012 ha dedicato all’artista una rigorosa esposizione monografica con una selezione di opere dal 2002 al 2012, rendendogli così l’onore di essere stato il più giovane artista, sia dell’attuale che della passata generazione, ad inaugurare una mostra personale nella prestigiosa sede romana. Il ritratto di Totò Riina dell’artista ha avuto un forte impatto mediatico sulla stampa nazionale ed internazionale ed è stata pubblicata su numerosi quotidiani, tra i quali il Corriere della Sera, e su riviste e mensili internazionali come Max.

A proposito della propria formazione volutamente lontana da accademie e licei artistici, l’artista ha affermato: “Ho studiato attentamente numerosi trattati di pittura antichi e moderni ma osservando dal vivo un’opera di un grande maestro come Rembrandt è come se lui stesso diventasse il tuo insegnante. Se si ha la capacità di leggere attentamente un capolavoro come la “Ronda di notte” e stare lì diverse ore ad osservarla, capisci un sacco di cose che nessun insegnante ti dirà mai, perché il tuo rapporto diretto con l’opera sarà sempre unico”. Fondamentale per Centonze – come ha già dichiarato in altre occasioni – il confronto con i maestri classici anche per gli artisti concettuali e più sperimentali. Insomma, meglio studiare Rembrandt dal vivo che sostare in accademie d’arte e licei artistici.

Nell’intervista prodotta da RAI WORLD Mimmo Centonze ha raccontato alcuni aneddoti della sua vita: come si è visto rifiutare da piccolo a scuola un suo disegno autografo, il viaggio a Roma che all’età di 14 anni gli ha fatto scoprire la pittura, l’incontro inaspettato e all’amicizia con Vittorio Sgarbi che ha curato la sua prima mostra personale a Milano, l’invito ad esporre alla Biennale di Venezia fino all’entusiasmante mostra del Palazzo delle Esposizioni di Roma.

L’artista ha parlato inoltre della sua mostra personale ancora in corso a Matera, “Capannoni nel capannone”, una rilevante esposizione monografica suddivisa, per la prima volta nella storia della città, in due contrapposte sedi espositive. La prima sezione visitabile in una sala del Museo di Palazzo Lanfranchi con una selezione dei primissimi lavori sui capannoni del 2008, caratterizzati da una rappresentazione realistica impostata su delicati toni di grigio, contrapposta a quella di impostazione più grandiosa e ‘sinfonica’ presentata nella seconda sede della mostra, il Laboratorio di Restauro, l’imponente capannone di 1000 metri quadri ubicato nella zona industriale della città, una sorta di cattedrale post-industriale a tre navate, nel quale i grandi teleri di Centonze dedicati al tema dei capannoni, di impatto drammatico e dalla stesura inquieta e densa di tensione, sono calati dal soffitto come delle grandi quinte teatrali che sembrano scendere e risalire per mezzo di funi di acciaio ancorate al soffitto e al pavimento. L’allestimento delle circa 60 opere (delle più di 70 opere in totale considerando quelle esposte nell’altra sede del Museo di Palazzo Lanfranchi) è posto su più binari visivi e fa sì che il visitatore della mostra sia rapito da un affascinante rincorrersi del fronte e del retro delle opere, sospese nello spazio del capannone in un disarmante e sincero svelarsi dei supporti sui quali sono state dipinte: tela, tavola e ferro. Opere di grandi dimensioni e dalla forte intensità emotiva che chiudono l’appassionante esposizione. Una mostra dall’originale allestimento, dunque, capace di fornire al grande pubblico un approccio significativo e ancora più intimo all’affascinante percorso artistico di Mimmo Centonze ispirato al tema dei capannoni.

Sarà proprio nel Laboratorio di Restauro dov’è allestita la mostra che avranno luogo una serie di eventi collaterali che saranno presentati nelle prossime settimane durante le date di apertura della mostra “Capannoni nel capannone”.

Community è il programma di RAI WORLD dedicato agli italiani che vivono all’estero ricco di contenuti trattati in modo spettacolare e divertente. Gli ospiti che si susseguono in studio sono rappresentanti del mondo della cultura, dell’imprenditoria, della musica e dello spettacolo.


17 Febbraio 2014

ROMA – “E’ più utile avere davanti un ritratto di Totò Riina che l’ennesima rappresentazione di Marilyn Monroe”. Lo ha dichiarato Mimmo Centonze, ospite di una puntata di Community, il programma prodotto e distribuito da RAI WORLD e trasmesso su Rai Italia, in un’intervista andata in onda qualche giorno fa – a seconda dei diversi fusi orari – a New York, Toronto, Buenos Aires, Sidney, Pechino, Perth, Johannesburg oltre che visibile in Italia e in Europa.

Nell’intervista, registrata nello studio 12 della RAI in Via Teulada a Roma e condotta da Benedetta Rinaldi, l’artista ha affermato: “Non puoi rappresentare soltanto cose positive. Perché vai a visitare il Museo della Shoah? Perché ti devi ricordare che l’abisso umano può raggiungere delle malvagità incredibili. Ho dipinto il ritratto di Riina non su una tela normale o preparata ma su una tela grezza, senza alcuna preparazione pittorica. Il suo volto è come se fosse spiaccicato lì sulla tela, duro e implacabile”. Il ritratto del boss quindi non esalta, non celebra e in fondo neppure giudica la sua figura. Racconta, documentandolo, il Male. “Per questo – continua – è più utile di un ritratto di Marilyn”.

Centonze ha realizzato il celebre ritratto del boss di Cosa Nostra per il Museo della Mafia della Fondazione Sgarbi, museo inaugurato a Salemi, in Sicilia, dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il ritratto è stato inoltre esposto a Venezia nel Padiglione Italia alla LIV Edizione della Biennale di Venezia e al Palazzo delle Esposizioni di Roma, che nel 2012 ha dedicato all’artista una rigorosa esposizione monografica con una selezione di opere dal 2002 al 2012, rendendogli così l’onore di essere stato il più giovane artista, sia dell’attuale che della passata generazione, ad inaugurare una mostra personale nella prestigiosa sede romana. Il ritratto di Totò Riina dell’artista ha avuto un forte impatto mediatico sulla stampa nazionale ed internazionale ed è stata pubblicata su numerosi quotidiani, tra i quali il Corriere della Sera, e su riviste e mensili internazionali come Max.

A proposito della propria formazione volutamente lontana da accademie e licei artistici, l’artista ha affermato: “Ho studiato attentamente numerosi trattati di pittura antichi e moderni ma osservando dal vivo un’opera di un grande maestro come Rembrandt è come se lui stesso diventasse il tuo insegnante. Se si ha la capacità di leggere attentamente un capolavoro come la “Ronda di notte” e stare lì diverse ore ad osservarla, capisci un sacco di cose che nessun insegnante ti dirà mai, perché il tuo rapporto diretto con l’opera sarà sempre unico”. Fondamentale per Centonze – come ha già dichiarato in altre occasioni – il confronto con i maestri classici anche per gli artisti concettuali e più sperimentali. Quindi meglio studiare Rembrandt dal vivo che sostare in accademie d’arte e licei artistici.

Nell’intervista prodotta da RAI WORLD Mimmo Centonze ha raccontato alcuni aneddoti della sua vita: come si è visto rifiutare da piccolo a scuola un suo disegno autografo, il viaggio a Roma che all’età di 14 anni gli ha fatto scoprire la pittura fino all’incontro inaspettato e all’amicizia con Vittorio Sgarbi, che ha curato la sua prima mostra personale a Milano, l’invito ad esporre alla Biennale di Venezia fino all’entusiasmante mostra del Palazzo delle Esposizioni di Roma.

L’artista ha parlato inoltre della sua mostra personale ancora in corso a Matera, “Capannoni nel capannone”, una rilevante esposizione monografica suddivisa, per la prima volta nella storia della città, in due contrapposte sedi espositive. La prima sezione visitabile in una sala del Museo di Palazzo Lanfranchi con una selezione dei primissimi lavori sui capannoni del 2008, caratterizzati da una rappresentazione realistica impostata su delicati toni di grigio, contrapposta a quella di impostazione più grandiosa e ‘sinfonica’ presentata nella seconda sede della mostra, il Laboratorio di Restauro. Opere di grandi dimensioni e dalla forte intensità emotiva che chiudono l’appassionante esposizione. Una mostra dall’originale allestimento, dunque, capace di fornire al grande pubblico un approccio significativo e ancora più intimo all’affascinante percorso artistico di Mimmo Centonze ispirato al tema dei capannoni.

Community è un programma RAI WORLD dedicato agli italiani che vivono all’estero ricco di contenuti trattati in modo spettacolare e divertente. Gli ospiti che si susseguono in studio sono rappresentanti del mondo della cultura, dell’imprenditoria, della musica e dello spettacolo.


2 Febbraio 2014

 

MIMMO CENTONZE PREMIATO

DAL CRITICO PHILIPPE DAVERIO

PREMIO “ARTISTA DEL DECENNIO”

 

FIRENZE L’artista Mimmo Centonze è stato premiato a Firenze dal noto critico d’arte e conduttore televisivo della Rai Philippe Daverio, che ha consegnato all’artista il Premio “Lorenzo de’ Medici Special Award 2013“. La prestigiosa onorificenza internazionale come “Artista del Decennio” gli è stata attribuita alla presenza del Presidente dell’Istituto Internazionale di Arte e Cultura Lorenzo de’ Medici di Firenze, il Prof. Fabrizio Guarducci.

Il premio “Lorenzo de’ Medici Special Award 2013” ha l’obbiettivo di dare il giusto riconoscimento ad un artista particolarmente significativo la cui attività si è distinta notevolmente nell’arco degli ultimi dieci anni di attività, sia dal punto di vista strettamente artistico che del percorso professionale.

La cerimonia si è svolta negli spazi della Harold Acton Library all’interno del British Institute of Florence, durante la presentazione del volume “La parola ritrovata. Ricostruire l’uomo attraverso il linguaggio” del Prof. Fabrizio Guarducci.

Sono intervenuti con l’autore il critico d’arte Prof. Philippe Daverio, il Prof. Sandro Bernardi e il giornalista Luca Damiani di Rai Radio 3 che ha moderato l’evento.

L’Istituto Internazionale Lorenzo de’ Medici è attivo nella formazione accademica e professionale di studenti universitari provenienti da tutto il mondo e opera a livello internazionale per valorizzare l’arte e la cultura, come nel caso della realizzazione e del finanziamento del progetto di restauro dei famosi Moai, le gigantesche statue dell’Isola di Pasqua.

Nell’occasione è stato presentato un catalogo sulle opere e sull’attività dell’artista Mimmo Centonze, edito dall’Istituto Lorenzo de’ Medici.